Ecco, l’altra sera era domenica. O era ieri? Dove ho messo la pastina? Se ho in mano il cucchiaio la pastina dev’essere qui in giro. Quella maniaca che mi rimette in ordine tutto… Poi uno non lo trova. Dicevo... … … … Ssssst…. È di là che rovista. Se scopre che sono ancora in piedi è capace di nascondermi le pantofole. Lo so che è lei a nasconderle. Io le metto sempre lì. Ma dove sono? Ah sì, le ho addosso. Va bene, l’altra sera era domenica e volevo a tutti i costi stare sveglio, perché alle nove davano quella televendita che mi piace, quella dei coltelli. Subito dopo il telegiornale di Armando Fede, il nipote di Emilio Fede che io non lo guardo mai perché è un comunista. Ma guarda te se da un sant’uomo come Fede… Ma non ero comunista anch’io? Ma chi si ricorda, con tutte queste elezioni… Insomma volevo stare sveglio perché quei coltelli lì sono bellissimi e il tizio della pubblicità è simpaticissimo. Un po’ in là con gli anni, ma vedeste come li porta bene. Avevo studiato tutto. Ho messo la sveglia con lo snooze ogni dodici secondi, il termos con il caffè, avevo chiesto anche a una simpatica signora, cioè, insomma, a una vecchietta che sta di fronte di telefonarmi se dalla sua finestra vedeva che mi addormentavo, dato che da casa sua si vede tutto il mio salotto e alle volte ci scambiamo dei saluti. Lei agita il pugno, lo fa per scherzare, e io le rispondo facendo le boccacce. … Ad ogni modo, ero lì in poltrona, tutto allegro, e poi… Di colpo sento sbattere la porta. Non era mica la signora, sì, insomma, quella che forse è mia moglie? Con tutte le borse della spesa, mi vede sulla poltrona e comincia a dire tutte quelle robe che io non capisco nella sua lingua strana. Mañana, mañana, lunes, toda la noche aqui e altre cose che non mi ricordo. Per farla breve, mi ha preso e mi ha messo a letto. E addio coltelli. Io non so mica se voglio andare avanti così. Quasi quasi chiedo il divorzio.